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Teatro Re Giò
Stagione teatrale 2010
Ascoltando cielo e terra
Sabato 23 gennaio 2010
Teatro dell'Orsa / Compagnia Bella
IL VANGELO VISTO DA UN CIECO
Vincitore I° edizione I Teatri del Sacro
drammaturgia di Giampiero Pizzol
con Laura Aguzzoni, Bernardino Bonzani, Monica Morini, Gaetano Nenna
musiche Gaetano Nenna
collaborazione scenografica e opere tessili Antonella De Nisco
collaborazione tecnica e scenografica Franco Tanzi
regia Teatro dell'Orsa/Compagnia Bella
Con questo spettacolo il Teatro dell'Orsa e la Compagnia Bella scelgono di raccontare il Vangelo attraverso lo sguardo ingenuo di un'umanità stupita, toccata dal miracolo e forse non ancora consapevole, ma desiderosa di raccontare e lasciare traccia della propria esperienza.
Protagonisti della messa in scena sono i personaggi minori del Vangelo: il cieco nato di Gerico, la Samaritana, la moglie di Zaccheo il pubblicano.
Figure di gente semplice che vivono il mistero della Passione con tutta la loro umiltà ed umanità.
I tre s'incontrano nell'anticamera del Sinedrio per testimoniare al processo di Gesù dove li accoglie un misterioso guardiano musicista.
Il registro simbolico e quello concreto si intrecciano ai racconti epici e comici, poetici e buffi, attinti al pozzo della saggezza tradizionale e della commedia popolare.
Nello spettacolo Il Vangelo visto da un cieco affiorano paesaggi e identità diverse, la luce del miracolo e l'umanità zoppicante, universi maschili e femminili a confronto fra loro, e soprattutto a confronto con il Cristo, in un mosaico di momenti e situazioni che coinvolge ed emoziona lo spettatore.

Sabato 30 gennaio 2010
Macedonia Clown
NELLA NOTTE UN GIGLIO NEL CAMPO
Vincitore I° edizione I Teatri del Sacro
ispirato ad un testo di Vittorio Chiari
di e con Paolo Garimberti e Federica Reverberi
consulenza artistica Monica Morini e Bernardino Bonzani
collaborazione al lavoro tecnico sull'attore Cecilia di Donato
scenografia e costumi Maria Valli
musiche eseguite dal vivo da: Stefano Tincani, trombone, Elena Biasi, arpa
collaborazione tecnica Andrea Garimberti
Lo spettacolo Nella notte un giglio nel campo racconta l'ultimo anno di vita nel campo di concentramento di Westerbork della giovane ebrea Etty Hillesum.
Il testo è basato principalmente sulle lettere che la ragazza indirizzava a familiari ed amici e sui diari che quotidianamente raccoglieva: un centinaio di fogli manoscritti ritrovati casualmente ed interamente pubblicati solo nei primi anni ottanta, che oggi sono considerati un patrimonio immenso di spiritualità per la profonda riflessione di Etty sull'orribile sorte che, insieme al suo popolo, stava vivendo.
Nello spettacolo, si intrecciano la narrazione orale dell'attore con quella prettamente mimica del clown: personaggio visibile ed invisibile che, grazie alla poetica del corpo, amplifica, integra e dialoga con il testo letterario.
La scelta dell'Associazione Culturale Macedonia Clown di usare i due diversi linguaggi in forma dialettica deriva dal lungo lavoro di ricerca fatto dalla compagnia sul clown e sulla sua capacità di veicolare emozioni e significati differenti rispetto al teatro di parola.
Ne risulta così uno spettacolo coinvolgente ed originale che riesce a trattare un tema così difficile coniugando la partecipazione emotiva del pubblico alla verità storica.

Sabato 6 febbraio 2010
Liberarte Orvieto
OIBO' SONO MORTO
Vincitore I° edizione I Teatri del Sacro
diretto e interpretato da Giovanna Mori e Jacob Olesen
testo e drammaturgia Giovanna Mori e Jacob Olesen
Leggerezza e comicità per raccontare di un uomo che muore, la sua anima lascia il corpo e si mette a guardare quello che succede sulla terra.
Vede una donna in coma e se ne innamora.
Finalmente per lui, purtroppo per lei, ecco che anche l'anima della donna lascia il corpo: comincia così una storia d'amore.
Le due anime s'incontrano, in un dove non so, il luogo del mistero assoluto: l'aldilà.
S'incontrano e si amano perché nell'aldilà non si ha più né fame né sete ma si provano ancora sentimenti e passioni.
Fanno incontri: un bambino spaesato, una nonna amatissima, una madre alla quale non erano riusciti a dire in vita il loro amore, un cane bastardo, un pesciolino rosso.
Perché l'anima del pesce rosso e quella di grandi personaggi stanno una accanto all' altra, in questa particolare visione dell'aldilà.
Oibò sono morto è un originalissimo testo tratto dalle opere di Jan Fridegard e Arto Paasilinna, due autori scandinavi di fede protestante, riscritto dagli autori-attori della compagnia Liberarte Orvieto.
Lo spettacolo è una surreale e divertente riflessione sul senso della vita, sul superamento della paura attraverso la fede nell'uomo, nella curiosità e nell'incontro.

Sabato 27 febbraio 2010
Compagnia Divano Occidentale Orientale
AMMALIATA
Vincitore I° edizione I Teatri del Sacro
composta e diretta da Giuseppe L. Bonifati
con la collaborazione di Cecilia Di Giuli
con Luigi Tabita, Fabio Pappacena, Paolo Pollio, Roberta De Stefano, Lisa Severo, Andrea Panichi
percussioni Antonio Merola
luci Luca Migliaccio
scene e costumi Giuseppe L. Bonifati, Cecilia Di Giuli
consulente linguistico-letterario Prof. Leonardo R. Alario
Tradizioni popolari e canti antichi per spiegare la "malìa", la seduzione, l'attrazione irresistibile che può dominare l'uomo fino a fargli perdere la ragione.
Ammaliata è l'appellativo col quale viene designata una persona che è stata stregata da questa forza e che per tornare in sé dovrà necessariamente praticare formule di scongiuro in grado di placare il fascino subito.
Questi riti sono molto frequenti in tutta la Calabria e fanno parte di un gruppo di credenze popolari ben più ampio, strettamente legato ad una complessa simbologia mistico-religiosa ancora praticata in molte zone.
Lo spettacolo prende l'avvio dalle lingue calabre, lucane, campane e pugliesi che arrivano dal mare e dalla montagna per celebrare matrimoni di suoni in oscuri riti popolari.
Attraverso antiche suggestioni il pubblico è condotto in un mondo misterioso e iniziatico dove un'energia antica travolge il quotidiano e lo conduce in una dimensione "altra".
Ammaliata è un lavoro intenso e affascinante, proprio come il sentimento che indaga, un viaggio del tutto particolare intorno alla tradizione per recuperare la memoria popolare e far rivivere un mondo solo apparentemente scomparso.

Lunedì 15 marzo 2010
Don Vittorio Chiari - INCONTRI LETTERARI
MENU' DI QUARESIMA
A tavola con il Vangelo
con Don Vittorio Chiari
letture a cura di Monica Morini, Bernardino Bonzani e Laboratorio Permanente
musiche a cura di Giovanni Mareggini e Davide Burani
«Una storia sempre attuale, che appartiene all'oggi come nel passato.
Il Vangelo a tavola è un ottimo pasto, digeribile, dolce come il miele, come rivelava un'anziana donna albanese che, durante gli anni della dittatura, aveva nascosto il libro del Vangelo nell'alveare delle api, dove nessuno sarebbe andato a cercarlo.
Non si guadagna sulla Parola di Dio. A volte si perde per la diffidenza che la circonda,
o la poca voglia di conoscerla e, in casi non rari, anche l'ignoranza e "l'ignoranza delle Scritture diventa ignoranza di Cristo", parola di San Gerolamo.
Chi l'ha scritto, lo ha fatto nella certezza che lo Spirito Santo si serve anche della narrazione e delle parole dei poveri uomini per comunicare la Speranza.
Comunque Gesù Cristo rimane sempre il miglior Narratore della storia, della sua Storia, che è Buona Notizia, Vangelo per l'umanità, ieri, oggi, sempre». (Don Vittorio Chiari)
Dal nuovo libro di Don Vittorio Chiari, Menù di Quaresima, il Vangelo raccontato dai personaggi in prima persona, come fossero presenti, a tavola, per narrare ciascuno la propria storia.

Venerdì 12 e sabato 13 marzo 2010
Teatro L'Attesa
ELOGIO DELLA SPERANZA
con Luca Luppi, Giovanni Borghi, Lucia Spreafico, Agata Miselli, Elisabetta Cavalca, Eulalia Borghi, Claudia Incerti,Filippo Borghi, GianMaria Picchi, Giovanni Ronzoni, Giada Castellari
voce fuori scena Giancarlo Ilari
percussioni Cristiano Luppi
scenografia Paolo Castellari
video editing Davide Disisto, Simone Zambelli, Andrea Acerbi
audio editing Lorenzo Merlini
tecnici Stefano Tirelli, Giuliano Cattini, Beniamino Picchi, Armando Cavalca, Stefano Dodi
regia Daniele Castellari
Un grande maestro dell'arte va in congedo accademico e svolge la sua ultima lezione davanti ad allievi vecchi e giovani venuti da ogni parte del mondo per salutarlo ed applaudirlo.
Come capita a ciascuno di noi, quando un'esperienza o un'attività volge al termine, egli fa un bilancio del tempo trascorso ad occuparsi di arte e di bellezza cercando di trasmetterla ad altri più giovani.
Il suo studio, negli attimi che precedono la sua ultima lezione pubblica, è popolato da altre persone, con le quali il Maestro discute, si incontra e si scontra.
Gli fanno compagnia anche le parole di un autore, Péguy, che cento anni prima aveva scritto un poema sulla speranza.
Le domande che ricorrono sono due: il Maestro chiede "cosa vi ho insegnato davvero?" e "che cosa c'è dopo l'ultima lezione di ogni uomo?"
Le parole di Péguy sulla speranza ingaggiano un corpo a corpo con le delusioni che via via gli si presentano, in un crescendo molto drammatico.
Elogio della speranza è uno spettacolo su una delle rarissime cose che ci accomuna tutti, indipendentemente dalle nostre idee e dai nostri stili di vita; qui si parla della forza stessa della vita che viene avanti e che ci chiede ogni giorno di ricominciare.

Sabato 20 marzo 2010 - Chiesa di San Paolo Apostolo
Macedonia Clown
BET LÈHÈM - CASA DI PANE
Tratto dal racconto di Erri De Luca In Nome della Madre
Con Cecilia Di Donato
Regia di Paolo Garimberti
Scenografie Maria Valli
Proiezioni fotografiche Ermanno Giglietti
Musiche eseguite dal vivo dal Gruppo Giovani di Santa Croce e San Paolo e dirette dal Maestro Francesco Lombardi
Collaborazione artistica Federica Reverberi
Produzione "dD"
"In nome della madre" è considerato il capolavoro letterario di Erri De Luca.
E' la narrazione, dal punto di vista di Miriàm, della sua gravidanza: i mesi dell'attesa, il cambiamento del suo corpo ed il susseguirsi delle stagioni, il viaggio lungo e difficile verso Bet Lehem.
Il racconto di un legame viscerale, unico e assoluto tra madre e figlio fino al distacco dal corpo, attraverso la nascita.
Una storia vera perché narrata in prima persona dalla donna, dal suo punto di vista e non da quello degli uomini, dove Miriàm, forte del figlio che porta in grembo, si appropria delle cose "che sono riservate agli uomini: le parole.
Solo loro possono studiare le scritture e leggere, a noi donne non è permesso...".
Parla e lo fa continuamente, al bambino, allo spettatore soprattutto a se stessa e poi alle altre donne.
Nello spettacolo si appropria anche degli spazi architettonici della chiesa e, con una disinvoltura naturale a chi è piena di Grazia, cammina tra gli spettatori lungo le navate, si inginocchia nel presbiterio, sale sull'ambone e infine sull'altare.
Come se prima ancora della venuta del suo Figlio quella fosse stata da sempre la sua casa, la Casa di Pane, il suo stesso corpo, la Chiesa.

Lunedì 29 marzo 2010
Teatro L'attesa - INCONTRI LETTERARI
ENCICLOPEDIA DEGLI UOMINI NON ILLUSTRI
Ispirato a un racconto di Danilo Kiš
Narratore Daniele Castellari
Lettore Luca Giovanni Luppi
Attore Giancarlo Ilari
Regìa Daniele Castellari
«Non esiste una biblioteca-enciclopedia come quella vagheggiata da Kis; eppure un frammento di quel suo sogno è presente in ogni biblioteca, se è vero che ogni libro non è soltanto un'opera individuale, ma una concrezione linguistica di fatti, esperienze, intrecci di vita perduti per sempre, ma di cui le parole serbano almeno una traccia». (Fabio Posterla - Congresso nazionale dell'Associazione delle biblioteche e dei bibliotecari svizzeri)
E' un testo che narra di un'inquietante e tenerissima visita notturna alla Biblioteca Centrale di una città che sembra essere Stoccolma ove si scopre l'esistenza della leggendaria Enciclopedia dei morti, vale a dire la registrazione delle biografie di tutte le persone morte a condizione che essi non figurino in nessun altra enciclopedia.
Nella riduzione e adattamento operato da Castellari, si intravedono tre figure che riferiscono il punto di vista di chi legge la vicenda con memoria affettiva (il figlio del protagonista che scopre con stupore la biografia del padre morto di recente), di chi l'ha vissuta (il vecchio padre), di chi la commenta dal punto di vista dei posteri (il narratore).
Il racconto è ambientato in una biblioteca come luogo del ricordo e dell'incontro, uno di quei luoghi ove la storia è più democratica e la memoria, anziché dividere gli uomini, li accoglie e li invita all'accoglienza.

Sabato 10 aprile 2010
Compagnia Istarion
CHIPKO, L'ABBRACCIO DELLA FORESTA
di e con Valentina Tosi e Chiara Goldoni
musicista e canto Paola Garaldi
Chipko significa abbracciare, ma è anche il nome di un movimento di protezione delle foreste sviluppatosi in India negli anni '70 grazie all'azione di donne coraggiose.
Un gesto potente e antico come i boschi scelto come strumento di lotta ecologica e nonviolenta contro lo sfruttamento della natura.
Lo spettacolo Chipko racconta con la narrazione, la danza e il canto la straordinaria esperienza di queste donne che, cantando con le braccia tese a cingere i tronchi della vita, ritrovano la loro voce, riemergono dall'emarginazione e riaffermano il loro potere di generare, nutrire e proteggere la vita.
Liberamente ispirato alla storia del movimento, al pensiero e alla biografia di Vandana Shiva scritta da Emanuela Nava, Chipko è un abbraccio di speranza, ma anche un monito verso chi tenta di spezzare la sacra unità tra umanità e natura.
L'uomo che distrugge l'ambiente distrugge se stesso.

Mostra dal 7 al 21 febbraio 2010 - Chiesa di S.Carlo
RIPOSATI QUI - linguaggi del silenzio
Invito alla quiete attraverso immagine e parole
opere di Lorenzo Criscuoli, Anna Baldi, Annamaria Gozzi

OFFICINA PRIMAVERA
Da aprile a giugno il teatro si apre agli esiti dei laboratori ospitati durante l'anno

Inizio spettacoli ore 21.00
Ingresso spettacoli: intero Euro 10 - ridotto Euro 8
Lunedì letterari ingresso libero
Gli incontri letterari si terranno al Teatro Re Giò
Lo spettacolo Bet Lèhèm - Casa Di Pane verrà rappresentato presso la Chiesa di San Paolo Apostolo
Informazioni:
Teatro Re Giò
via Agosti, 6 (zona Ex Reggiane)
Reggio Emilia
info@salaregio.it - www.salaregio.it
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