Questa pagina contiene i video di alcuni nostri spettacoli: qui ne potrai vedere una breve presentazione; se invece desideri sapere dove e quando saranno messi in scena, consulta il calendario
La memoria emotiva, individuale e corale, si intreccia a eventi storici nazionali di grande portata e restituisce frammenti di vita raccolti nel lavoro di intervista e di ricerca sui protagonisti.
La leggendaria occupazione delle Officine Reggiane tra il 1950 e il 1951, la straordinaria solidarietà di gran parte della popolazione che ne permise l'eccezionale durata di oltre un anno, durante il quale gli operai, senza salario né alcuna altra forma di sussidio, continuarono il lavoro e giunsero a costruire diversi esemplari del trattore R. 60.
Quotidianamente si ripetono episodi di straordinaria disumanità che le leggi perverse dell’audience contribuiscono a ridurre all’insignificanza, a rendere ordinari, senza presa, privi di ascolto.
Un lavoro teatrale che si propone con un forte impatto emotivo, affidato a volte a toni provocatori e che chiede allo spettatore di attraversare i luoghi e gli umori della violenza, di lasciarsi attraversare dai vissuti di corpi abusati, dilaniati, repressi, di avvertire fino in fondo la propria condizione disperata.
In un’aia di una corte contadina, sotto una barchessa o in una stalla, si potrebbe raccontare questa storia, il sacrificio di una famiglia reggiana unita come le dita di una mano.
Così emblematica per il suo esito tragico, quella dei Cervi, rappresenta la storia di molte famiglie emiliane, di un popolo che matura una consapevolezza politica e sociale orientata verso i principi di solidarietà e di umanità, in un cammino di emancipazione che inizia sul finire del 1800 e si manifesta con l’antifascismo e la Resistenza.
Ma quello che rende più singolare la vicenda dei Cervi è la grande vitalità che si intravede; il coraggio, la capacità di iniziativa, l’intelligenza, l’arguzia, il clima di allegria con cui la famiglia visse dal principio alla fine la sua tragedia.