Vivere ancora. Voci dal filo spinato

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Di e con  Bernardino Bonzani, Monica Morini
Al pianoforte Gaetano Nenna/Claudia Catellani

Tecnica utilizzata Teatro d’attore e di narrazione con musica dal vivo e immagini
Durata 60 minuti
Età consigliata dai 10 anni, in serale per pubblico adulti
Temi Deportazione e giornata della Memoria
Fonti Primo Levi, Etty Hillesum, Elie Wisel, Peter Weiss, Ruth Kluger, Elisa Springer

 

 

“Cosa facevate voi bambini ad Auschwitz, giocavate?”
“Giocare? Avevamo sete e paura di morire. Ecco tutto, tutto quel che è stato”. 

La Shoah raccontata dal cuore pensante di uomini e donne. Un racconto a due voci che si rafforza con intensi momenti musicali dal vivo, le foto d’epoca amplificano visivamente la narrazione,
traducono le parole in immagini in un’eco che è anche fisica.
Un percorso nella memoria, dai quaderni, dai diari, dalle tracce degli scritti, di donne e uomini sopravvissuti e no all’inferno dei campi di concentramento. Sono parole e tormenti, sono domande. La drammaturgia si compone con le parole di Etty Hillesum, Elie Wiesel, Peter Weiss, Primo Levi, Ruth Kluger, Elisa Springer, per rappresentare la resistenza e la resa di fronte al tentativo di omologare e uccidere ogni diversità, di annientare la dignità di uomini e donne.

 

 

Chi volesse ascoltare l’intervento di Monica Morini, Bernardino Bonzani e Claudia Catellani | TeatrO dell’Orsa (brani da “Vivere ancora. Voci dal filo spinato” e dialoghi con Oliviero Ponte Di Pino) di sabato 27 gennaio GIORNATA DELLA MEMORIA a Piazza Verdi, trasmissione di Radio3 Rai, lo può fare cliccando (da 42’19” a 1h04’42”).http://www.raiplayradio.it/…/PIAZZA-VERDI-bc5ea5e0-4472-456…

Recensioni

Emozionano le Voci dal filo spinato 
Al teatro Ponchielli di Cremona la messinscena ha fatto breccia sui ragazzi in sala
E’ bastato che lo spettacolo avesse inizio, che l’orrore della memoria dei sopravvissuti prendesse forma scenica per gettare nel più completo silenzio il teatro…
…La messinscena del Teatro dell’Orsa è abilmente costruita, il racconto verbale si affianca a intensi inserti musicali e a una serie di proiezioni che amplificano visivamente la narrazione, traducendo le parole in immagini e in un’eco che è anche fisica.  Vivere ancora Voci dal filo spinato sa commuovere, ma soprattutto sa fare breccia nell’attenzione non facile da conquistare dei ragazzi.
(La Provincia di Cremona 26/1/2008)

Alcuni commenti del pubblico

Eravamo veramente rapiti, toccati nel profondo, un’emozione durata ben oltre il solo spettacolo.

Un’interpretazione magistrale: intensa, profonda, toccante, emozionante dall’inizio alla fine! Meriterebbe di essere portata in tutte le scuole d’Italia e non solo… Davvero bravissimi!!!

Film agghiaccianti sull’argomento ne abbiamo visti tanti, ma voi siete riusciti a trasmettere i sentimenti e le emozioni in modo diretto, vivo, profondo, toccante. 

Consigliatissimo!!! Uno spettacolo denso ed emozionante.

Tornando a casa abbiamo parlato e riparlato dello spettacolo, e assieme ad esso, della Shoah. Ed il pensare, il ragionare, il domandarsi perché, sono il vostro regalo di oggi.

Con lo sguardo più consapevole che ci avete donato abbiamo riveduto il presente, il futuro, pensato ai nostri figli con trepidazione. 

Grazie per avere scelto di impegnarvi nel teatro civile. Continuate a somministrare il vostro “vaccino”, a tratti fa male, ma  funziona.